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     Texto enviado pelo Fernando de Vasconcelos Schifino

Pensieri dell’alba

A mia mamma, Noêmia de Vasconcelos Schifino,

Dedico queste righe.  Un baccio, cara.

 Sia dove sia,

Guarda sempre per me...

 

        L’ ho visto ieri sera insieme a mia moglie il film “Io non ho paura”, di Gabriele Salvatores, tratto dall’opera letteraria di Niccolò Ammaniti. Cosa ci vuole dire di questo film?. Dico a quello che mi legge che da sempre mi è piacciuto scrivere in corsivo, perchè è più intimo e personale. Ma oggi, nel secolo XXI, quasi nessuno scrive più cosi, che è davvero una pena, perchè il corsivo trasmmete non solo quello che vol dire lo scrittore, ma anche l’emozione con cui scrive. Non’è sufficiente per raggiungere il cuore del lettore, ma ho scelto per la prima volta questo modelo al compiuter.

 

Sono le 5 e 37 minuti del mattino, ancora prima dell’alba. Il sole tra poco tempo si alzerà. Penso cosi: fà l’alba paura a qualcuno? Stavo dormendo nel mio letto... ma mi sono svegliato e mi ricordavo delle parole che mi a detto il  Prof. Raoul: è più facile capire e scrivere qualcosa in un altra lingua dopo - o meglio – immerso in una grande emozione. È certo che questo film mi ha rimosso un paio di volte tanti momenti di emozione. Tutti noi abbiamo paura di tante cose nella vita. La principale di tutte queste paure è quella della Morte. Mi sono molto identificato con il personaggio principale di questo film: il ragazzino Michele. Come lui, anche io a dieci anni, mi sono incontrato con una immensa paura: la morte di mia mamma. Quando ci penso, vari sentimenti mi invvadono: tristezza, rabbia, nostalgia, uma stretta al cuore... Ma ho sempre creduto che, sia dove sia, ovunque lei sempre mi sta guardando. Ma che!!! ... parlando su questo, mi sono un’altra volta comosso. Non piango, ma i miei occhi sono umidi. Domani, domenica, è il Giorno della Mamma. Non l’ho più fisicamente, ma per sempre l’ avrò nel cuore. Non le potrò più comprare un regalo, ma il ricordo della sua visione per sempre mi riscalderà il mio cuore. Sono comosso un’altra volta... è inevitabile quando la penso. È certo che per sempre, per nessun giorno della mia vita, la dimenticherò. Ma oggi, dopo tanto tempo dalla sua morte, posso dire che non ho più paura? È per me molto dificile dire questo, perchè ancora oggi mi manca la sicurezza che mi transmetteva. Nessun’altra persona ha potuto sostituirla in questo ruolo. Mi sento, ancora alcune volte, come quel ragazzino del film: abbandonato, come se nessuno mi sentisse, ma detto questo “sentire” della maniera più amplia, con quel senso che ho scritto nello mio testo “Momento de Reflexão”, poco tempo fa, alla mia famiglia. Ma che!!! Questo, che doveva essere soltanto un exercicio per scrivere nella lingua italiana si è trasformato in un ricordo affetivo di mia mamma e in una pagina di confessioni, quasi come un diario, che io non ho scritto mai nella mia vita. (Questa può essere una bella idea per scrivere tutti i giorni qualcosa in italiano!!) Ma per me và bene cosi: come mi ha detto il Prof. Raoul, l’emozione facilita quello che abbiamo voglia di dire...(o per un altro lato, diventa più dificile?)

 

Il sole si alza!!! Devo finire... Dico, infine, a tutti quelli che mi leggono, questo messaggio che mia mamma mi ha lasciato nel cuore: noi non dobbiamo fermarci, dobbiamo sempre mirare al futuro, che dobbiamo credere sarà più felice e fortunato di oggi. Ci credo: ESSERE FELICE, è per questo che siamo al mondo... NON ABBIAMMO PAURA DI ESSERE SEMPRE FELICI !!!

 

Grazie a tutti quelli che mi ascoltano nelle mie refflessione sulla vita.... principalmente a te, mia amatta moglie Valeria.

 A tutti, domain, un bel e felice Giorno della Mamma.

 Porto Alegre, 12 maggio 2007.
Fernando de Vasconcelos Schifino

 
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